Il disegno infantile è molto più di un semplice passatempo: è una rappresentazione simbolica della realtà, una creazione libera e spontanea in cui il bambino esprime emozioni, vissuti e pensieri. Come scriveva Paul Klee, per i bambini “disegnare è l’arte di condurre una linea a fare una passeggiata sul foglio”. E quel foglio diventa uno spazio vitale, in cui non si rappresenta solo ciò che si vede, ma ciò che si conosce, si vive, si sente.
Osservare i disegni dei bambini ci offre la possibilità di leggere il loro mondo affettivo, emotivo e cognitivo. È uno strumento prezioso per cogliere le tappe della crescita, la strutturazione del Sé, il modo in cui si rapportano agli altri e all’ambiente.
La psicologia evolutiva ha individuato le fasi principali dell’evoluzione del disegno, in particolare della figura umana.
• Intorno ai 15 mesi, il bambino comincia a tracciare segni casuali, provando piacere nel lasciare un’impronta.
• Dai 18 mesi, grazie alla maggiore destrezza motoria, iniziano gli scarabocchi circolari.
• Dopo i due anni, migliora la coordinazione oculo-manuale.
• Tra i 2 e i 3 anni, compare l’“omino testone”: una testa grande con linee che rappresentano gambe, poi occhi, bocca, e altri dettagli.
• Dai 4 anni, il disegno si arricchisce di tronco, braccia, mani, vestiti.
Ogni bambino segue un percorso unico, influenzato dalle proprie esperienze e dal contesto relazionale ed educativo in cui cresce. Il disegno ci parla anche dello stato emotivo del bambino: possiamo osservare il tratto grafico (leggero o deciso), la posizione della figura sul foglio, le dimensioni (che possono riflettere sicurezza o bisogno di protezione), la distribuzione spaziale, la cura nei dettagli, l’uso del colore.
Per questo è fondamentale, dal punto di vista educativo, offrire ai bambini occasioni frequenti per esprimersi attraverso il disegno e lasciare a loro disposizione materiali adatti e stimolanti. Disegnare può aiutare a elaborare esperienze, esprimere emozioni e rafforzare l’autostima.
Un esempio concreto ci arriva dal progetto “In Punta di Matita”, condotto tra febbraio e giugno 2024 con bambini e bambine dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia. Analizzando i loro disegni — raffigurazioni di sé e della famiglia — emergono differenze significative: alcuni sono esitanti, altri più sicuri e ricchi di colore. In particolare, colpisce l’evoluzione del disegno di un bambino tra febbraio e giugno: da una figura sospesa e poco definita si passa a un disegno completo, con schema corporeo strutturato, colori decisi, occhi aperti e un sorriso.
Il disegno infantile è una finestra aperta sul mondo interiore del bambino. Uno strumento insostituibile per chi lavora nell’educazione e desidera comprendere emozioni spesso difficili da nominare: gioia, rabbia, tristezza, timori. In punta di matita, i bambini ci raccontano chi sono.
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