La voce degli esperti

Fiducia che rinasce

Il racconto di una rinascita possibile grazie ad un percorso di cura, accoglienza e riscoperta di sé

A cura di Rosanna Giordanelli, Responsabile Area Servizi Socio-Educativi presso Fondazione Asilo Mariuccia

“Vi voglio ringraziare, perché qui da voi – in comunità – ho potuto sperimentare di nuovo la libertà e questo mi ha permesso di riappropriarmi di parti di me che avevo dimenticato e soppresso e di recuperare la vera me stessa che mi piaceva e che ho riscoperto grazie a voi. Ora mi sento di nuovo me stessa e questa sensazione mi piace molto”.

Sono queste le parole con le quali ci saluta una giovane donna che ha terminato il suo percorso in una delle nostre comunità e ora è pronta ad affrontare il mondo, tenendo per mano il suo bambino. Una storia difficile la sua, come tutte le storie delle donne che arrivano nelle nostre comunità per mamme e bambini. Una storia che inizia da lontano: genitori disattenti o lontani, contesti sociali fragili, la necessità di crescere in fretta e la voglia – spesso – di scappare da quella vita, per crearsene una nuova.

Un'illusione di felicità

Ma spesso le fughe non portano lontano, anzi, sembrano quasi ritornare al punto di partenza e ripercorrere sentieri già noti, già vissuti.

E così l’incontro con un uomo che si vuole credere sia quello giusto, il desiderio di fare famiglia, l’arrivo di un figlio e la felicità… che però dura poco. I segnali inizialmente sono sfumati e restano sullo sfondo perché il desiderio di felicità è più forte e non si vuole accettare la realtà e cioè che quella che sembra felicità è in realtà una gabbia di dolore e sopraffazione.

La rinascita, passo dopo passo

Molto spesso le donne che si trovano a vivere in contesti violenti vivono un profondo senso di colpa verso se stesse, ma soprattutto verso i loro figli, tanto amati e tanto desiderati che ora vedono soffrire insieme a loro in case dove le urla, la paura, lo spavento sono la quotidianità.

La sensazione di aver fallito toglie il fiato, avvilisce e piano piano spegne l’energia vitale. Alle comunità spetta il compito di accompagnare le donne di cui si occupano a riscoprire quella energia, a ritrovarla e a valorizzarla. Un percorso delicato e complesso, dove la relazione educativa si pone l’obiettivo di far rinascere la speranza e la fiducia verso loro stesse e verso gli altri.

La luce dopo il buio

“Ho conosciuto Asilo Mariuccia in un momento non piacevole della mia vita…per mio figlio e per me è stata una casa. In questa casa ho trovato un appoggio quando sentivo di cadere. Mi hanno aiutato a riprendere la felicità e a vedere oltre l’impossibile. Mi sono stati vicino sia quando ridevo che quando piangevo. Senza il loro aiuto non sarei mai arrivata dove sono in questo momento. Tutte le paure che avevo quando sono arrivata all’Asilo Mariuccia adesso si sono trasformate in gioia e piena libertà. Mi hanno aiutata a trovare la strada migliore e buona per rendere felice mio figlio e di questo sono grata all’Asilo Mariuccia e all’Italia”.

Sono parole sofferte, che accogliamo con gratitudine e commozione. Ma anche questa volta a questa giovane donna ricordiamo che la persona da ringraziare è sé stessa, per aver trovato la forza di attraversare il buio e aver ritrovato la luce. Noi abbiamo solo cercato di illuminare la strada, ma il percorso lo ha intrapreso lei!