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“QUESTA SONO IO”: UN POMERIGGIO PER RITROVARSI, RIFLETTERE E CRESCERE INSIEME

Adolescenti, bambine e mamme protagoniste di un laboratorio ricreativo ed educativo dedicato all’immagine di sé e al valore della relazione madre-figlia.

A cura della Dott.ssa Lavinia Cesareo, psicologa collaboratrice di Fondazione Francesca Rava e specializzata in clinica dell'adolescenza, e di Angelica Nasta, coordinatrice Progetti Educativi, Campus Solidali e Attività di Volontariato per la Fondazione Francesca Rava.

Lo scorso maggio si è tenuto, presso la Fondazione Asilo Mariuccia, un laboratorio speciale del progetto “Questa sono io”, promosso dalla Fondazione Francesca Rava in collaborazione con Saugella. A guidare l’incontro, la referente Angelica Nasta e la psicologa Lavinia Cesareo, da tempo impegnate nel sostegno alla crescita delle nuove generazioni.

Il laboratorio, pensato per favorire la riflessione sull’identità personale e l’autostima, si è rivolto dapprima alle ragazze adolescenti ospiti della Fondazione. Grazie a un booklet appositamente progettato, le partecipanti hanno affrontato attività individuali e in coppia, accompagnate dalle educatrici. Il tema centrale era il rapporto con la propria immagine corporea: si è discusso di come lo stato d’animo possa influenzare la percezione di sé e di come imparare ad accettare anche le imperfezioni.

Le ragazze si sono raccontate con sincerità, parlando di sé, delle proprie mamme – viste come modelli di forza e ascolto – e delle proprie caratteristiche distintive. Nonostante le tematiche profonde, si è creato un clima di leggerezza e condivisione, in cui si sostenevano a vicenda, anche tra chi non si conosceva.

Dopo una merenda condivisa con le bambine più piccole e le loro mamme, è iniziata la seconda parte del laboratorio. Le attività creative hanno coinvolto tutte in un percorso di esplorazione e scoperta reciproca: colorare una figura femminile ispirata a Picasso, creare collage rappresentativi, scegliere immagini simboliche delle proprie figlie o disegnare donne da ammirare. Le risposte sono state sorprendenti e commoventi: tutte le bambine hanno citato la madre come modello di forza, alcune anche le sorelle e una – con grande determinazione – l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti.

Il pomeriggio si è concluso con una riflessione sui talenti e le qualità personali, da continuare anche a casa con l’aiuto del quadernino. Un’occasione per abbracciarsi, ridere, giocare e – soprattutto – per imparare a guardarsi con occhi più gentili, propri e altrui.